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News e aggiornamenti:

In questo spazio troverai i nuovi articoli sul training e l'alimentazione, tecnica, news relative alla squadra Pro di cui ci occupiamo (Bardiani-Csf Inox) e al mondo del ciclismo in generale (in particolare Granfondo), curiosità e link dal mondo del web. Segnalaci argomenti o link di tuo gradimento all'indirizzo info@scienceofcycling.it

Ufficializzata la collaborazione con gli under23 del Fly Team

Varie Posted on 04 Dec, 2013 09:47:32

Periodo di nuove Partnership per il team Elite- Under23 brianzolo FLY CYCLING TEAM, società che annovera tra le proprie fila ciclisti diabetici e coniuga l’agonismo sano e genuino con la sensibilizzazione e la promozione dello sport tra i diabetici.
Tra le collaborazioni eccellenti spicca quella con ScienceOfCycling Italia, che nella figura del giovane coach Simone Casonato (già allenatore, dall’anno scorso e per il 2014, della squadra pro Bardiani Valvole – CSF Inox) si occuperà della programmazione e della valutazione funzionale degli atleti della squadra.


Tutti i nostri atleti in questi giorni si sono sottoposti ai primi test di valutazione,“gettando” così le nuove basi per la preparazione invernale. Nel proficuo incontro in sede la scorsa settimana, i nostri atleti hanno avuto modo di conoscere ed apprezzare la grande professionalità e personalità di Simone, ragazzo estremamente competente e aggiornato, che si rivelerà fondamentale durante la stagione 2014!
Il Project Leader Andrea Pirovano dice: ” Siamo molto contenti di questa nuova parternship, ed orgogliosi di poter collaborare con un persona giovane e molto preparata come il Dr. Casonato.
Insieme tratteremo oltre alla “classica” preparazione ciclistica e ai nuovi metodi proposti, un’importante confronto tra la pratica sportiva e le variazioni glicemiche nell’atleta affetto da Diabete Tipo 1. Tutto questo ci permetterà di conoscere alla perfezione il nostro fisico, ottimizzando così la preparazione/prestazione nell’arco di tutta la stagione.”
Grande soddisfazione anche da parte del Team Manager Marco Lucini, convinto che Science of Cycling Italia e Fly Cycling Team sia un binomio vincente per raggiungere riscontri positivi durante la stagione 2014.
ScienceOfCycling Italia si occupa dell’allenamento nel ciclismo a tutti i livelli, e si è distinta per la professionalità e modernità della proposta relativa all’allenamento ciclistico. Con sede a Casteggio (PV), la struttura supporta gli sportivi di endurance sotto molteplici aspetti; dal punto di vista agonistico, Simone Casonato segue in veste ufficiale alcuni triathleti di altissimo livello, la squadra prof Bardiani CSF (una vittoria al Giro 2013) in veste di coach unico, e molti amatori in tutta la penisola.



Il nuovo WKO sta per arrivare

Varie Posted on 06 Nov, 2013 10:13:32

Il nuovo WKO 4.0 sta finalmente per arrivare e Trainingpeaks ha annunciato che sarà disponibile (anche per Mac nativamente) dal 10 di dicembre. Finalmene troveremo una serie di novità interessanti e nuovi concetti sviluppati dal Dr. Coggan e dal team di Trainingpeaks, dato che Wko 3.0 ha smesso di essere aggiornato molti e molti mesi addietro.


Ieri c’è stato il primo incontro tenuto dal Dr. A. Coggan sulla creazione di un modello matematico che descriva la prestazione ciclistica e aiuti a categorizzare/guidare l’atleta in modo coerente.
Molto interessante il seminario, anche se ha ripreso gran parte dei concetti già accennati altrove (in particolare sulla limitazione presente nella relazione potenza-tempo del modello Critical Power, che rimane comunque un valido aiuto, e sulle linee guida per sviluppare e superare le attuali categorizzazioni, vedi GoldenChetaah); il PhD americano ha discusso pregi, difetti e modalità di ricerca con cui sviluppare un costrutto matematico che sia più coerente con la mole di files provenienti da un misuratore. Ha fatto qualche esempio con modelli matematici provenienti dalla sua attività di ricerca come PhD (lavori suoi e di Herrero), e ha illustrato i “pilastri” che guideranno alla creazione di una struttura concettuale aderente alla complessità del dato ciclistico. Nel nuovo 4.0 troveremo secondo Coggan “the most advanced mathematical model of the exercise intensity-duration relationship ever developed”, con la concettualizzazione della FRC (functional reserve capacity, ossia la quantità massima di esercizio eseguibile sopra soglia prima che incorra affaticamento), un modello multi-durata in grado di superare il Fatigue Profiling attuale, e quindi di “fenotipizzare” meglio le caratteristiche di ogni ciclista. Si potrà verificare come ogni atleta riesca poi ad adattarsi (soggettivamente) alla “dose” prescritta, quali siano i match da stracciare, e quali le strategie ottimali di gestione del pace per ogni disciplina ciclistica (cronometro, inseguimento, etc). Il modello sarà poi valido anche per altre discipline, come il nuoto e la corsa (sulle capacità dei cani da corsa purtroppo il Dr. non ha ancora sufficienti dati per verificare il funzionamento della relazione..). Staremo a vedere, era solo il primo seminario..



L’evoluzione dei caschi per le cronometro

Varie Posted on 02 Oct, 2013 09:44:26

Nelle prove a cronometro, al netto della potenza espressa da ciascun atleta, il nemico numero uno è la resistenza aerodinamica, sempre presente ad opporsi quando si cerca di andare più veloci. La bicicletta con cui si gareggia conta per circa il 20 per cento della resistenza aerodinamica, e la parte preponderante è costituita dalla propria area frontale; circa l’80% di questa resistenza aerodinamica è costituita dall’atleta in sella, il resto è dovuto alla bicicletta.


La cura dei materiali della bicicletta e delle forme che la caratterizzano non deve quindi essere vista come la soluzione unica per andare più forte contro il tempo; per esempio, uno studio sull’inseguimento individuale (Coggan) ha dimostrato come su 4km solo il 2% della potenza venga dissipato per superare l’attrito, il 5% la resistenza al rotolamento, il 7% l’energia cinetica (accelerazione), e ben l’ 86% per la resistenza aerodinamica. E tutto questo in una prova effettuata indoor, in un velodromo con accelerazione dopo la classica partenza da fermo; anche qui la resistenza aerodinamica la fa da padrona.

A maggior ragione in una cronometro veloce (e con falsopiano-salita sotto il 5%) occorre ottimizzare lo spostamento d’aria e ridurre al minimo l’area frontale creata dal ciclista, con conseguente minore resistenza aero; ovviamente le velocità più elevate aumenteranno la resistenza esterna opposta, e quindi i materiali più aerodinamici potranno rappresentare un cospicuo aiuto alla prestazione offerta a cronometro.


In questi termini, il casco è decisamente il componente più importante per minimizzare l’area frontale e determinare quindi una migliore (ed ottimizzata) penetrazione aerodinamica; alla fine degli anni Ottanta fu lo statunitense Greg LeMond (foto sopra), con un modello prodotto dalla Giro, a dimostrarne la funzionalità, strappando sui campi Elisi la vittoria del Tour a Fignon (per 8” soltanto al termine di una drammatica sfida contro il tempo), grazie ad una bici con le prolunghe aero ed un casco a “goccia”, con coda di media lunghezza.

Nel giro di pochi anni, i caschi da crono sono stati affinati nelle forme e resi imponenti e lunghi nella coda, grazie anche alle ricerche effettuate in galleria del vento e ai materiali più leggeri a disposizione. Nei suoi Tour, Lance Armstrong utilizzò casco dalla coda molto lunga, che andavano a posarsi sulla sua schiena per diversi cm, mentre in questi ultimi anni troviamo dei prodotti che, nella maggior parte dei casi, ricordano nel design il “vecchio” casco con cui esordì LeMond. Caschi (esempio qui sotto in foto) dotati di code corte e tozze, sfumate, lunghe pochi centimetri o, in alcuni casi, privi quasi di cosa.


Ciò che ha spinto i progettisti delle aziende a inaugurare un nuovo trend in fatto di forma dei caschi è la visione del connubio atleta-casco nell’interezza di una prova a cronometro, e non solo come “aerodinamicità” pura del manichino-cronoman in posizione statica. Ci si deve riferire infatti alla capacità dell’atleta di sfruttare efficacemente la posizione del casco per mantenere il vantaggio aerodinamico presunto, nella molteplicità di posizioni assunte e direzioni mutate del vento. Insomma, si va ora oltre la galleria del vento, ed è necessario progettare un modello di casco aero che abbia più probabilità di essere la soluzione migliore per più atleti ed in posizioni diverse; si riportano i test in una configurazione reale, usando misuratori di potenza su strade aperte e velodromi , e combinando i dati con il lavoro in galleria del vento e le simulazioni al computer.


Questa nuova “forma” delle code (o non-code) è dovuta proprio alla maggior “versatilità” richiesta dal casco; si è visto come i caschi falle code lunghe possano performare al meglio in una situazione “statica”, in galleria del vento, mentre nell’uso reale gli atleti si muovono e spostano la testa più e più volte, annullando o limitando il vantaggio aerodinamico che un test indoor potrebbe suggerire.
Questi nuovi caschi sono progettati per assecondare meglio la dinamica su strada: un casco dalla coda lunga (foto sotto) garantiva la massima efficienza in caso di vento perfettamente contrario e in galleria (a 0 gradi di imbardata, quindi con vento tutto contro),mentre la condizione di una crono medio-lunga prevede condizioni ambientali variabili. Spesso l’aria colpisce il casco lateralmente producendo un effetto vela per cui, maggiore è la superficie del casco in questione, maggiore è l’effetto e peggiori sono le sollecitazioni sui muscoli del collo per mantenere la testa nella stessa posizione.


La parte anteriore di questi caschi corti di nuova concezione è di dimensioni ottimali così come le sezioni laterali, e l’innovativo disegno a coda corta riduce le sollecitazioni di torsione e quindi la fatica nel mantenere la posizione ideale, consentendo di concentrarsi totalmente sulle prestazioni atletiche. Le prese d’aria solitamente possono essere aperte nelle crono lunghe/ironman o nelle giornate calde, ove si può deviare efficacemente il flusso d’aria, convogliandola in maniera tale da ridurre la resistenza all’avanzamento e consentendo all’atleta di andare più veloce, con un consumo energetico inferiore.

Basandosi esclusivamente su test in galleria, la forma del casco “lungo” risulta ancora molto efficace, ma i parametri sono troppo stretti per la disciplina reale e le condizioni ripetibili fino ad un certo punto, dato che gli atleti non fanno mai un vero sforzo, come su strada e nei vari momenti di agonismo; in una crono, pochi passano una percentuale maggiore del loro tempo a guardare dritto verso il basso piuttosto che in avanti, come fanno in galleria, annullando di fatto quello che, in posizione “ideale”, sarebbe proprio il vantaggio aerodinamico portato in dote nei test in galleria con la coda lunga.
Su un percorso stradale che richieda di spostare frequentemente la testa per guardarsi attorno, o guardare verso il basso di frequente, questa coda lunga può essere un impiccio sia per mantenere una posizione corretta (e quindi efficace per la penetrazione) che per i muscoli impegnati a stabilizzare il collo e la schiena in modo altresì aerodinamico (nell’insieme).

La “coda lunga” dei caschi aerodinamici è molto veloce, se non la miglior soluzione nella galleria del vento, con l’obbligo però di mantenere la posizione di testa e non guardare in basso o spostare il capo lateralmente, situazioni in cui un casco con appendice ridotta e forma arrotondata (sotto) conviene di più ed è mediamente più veloce. La testa poi, nelle prove lunghe, beneficia anche di un maggior raffreddamento (e di un miglior flusso d’aria) con soluzioni dalla superficie ridotta.


In conclusione, in questi ultimi anni si è cercato di armonizzare la forma dei caschi da crono in base a ciò che effettivamente avviene durante una competizione e alle variabili ambientali che ne conseguono, trovando un compromesso efficace fra penetrazione, stabilità del risultato durante lo sforzo e comodità. Avere un qualche tipo di coda è fondamentale per un casco performante, altrimenti si creano forme che in termini aerodinamici risultano poco efficaci (forma a goccia vs forma tonda), ma per la maggior parte dei ciclisti sotto sforzo e in posizione, la lunga coda non è una soluzione ideale.

Il vantaggio secondo i produttori dei caschi con code ridotte, in una cronometro mediamente veloce, può essere del 10% circa, solo per la parte del casco: in termini complessivi, se il casco influisce per il ~10% sulla resistenza totale, il guadagno netto sarà dell’1% circa nella riduzione di resistenza tra forme nuove e i vecchi caschi a banana, con particolare beneficio per coloro che riescono a incassare la testa in modo corretto.



Misuratori di potenza: novità da Eurobike

Varie Posted on 02 Sep, 2013 14:56:39

Dopo i primi assaggi, pubblicati qualche giorno fa, e riguardanti il misuratore Factor e le novità PowerTap e Power2Max (prima sulla pagina Facebook, poi riassunti qui http://news.scienceofcycling.it/#post96 ), ecco un sunto di quanto visto ad Eurobike in tema powermeters, sicuramente uno dei settori più dinamici e a noi cari per il training. Propongo le 5 novità/aggiornamenti più interessanti, in quanto di Garmin Vector si è già ampiamente parlato, Quarq ha aggiornato la gamma senza grosse novità già qualche mese fa e iBike è tutto da scoprire, specie sul nostro mercato.

SRM PowerControl 8

Ampiamente annunciata negli scorsi mesi, questa nuova unità è un’evoluzione dell’attuale PC7 oggi sul mercato, e completa la propria dotazione con un’antenna GPS, scaricamento dei dati e configurazione dell’unità attraverso il segnale Wi-Fi, Bluetooth per le comunicazioni con Smartphone (non per la trasmissione dei dati ai sensori..) e ovviamente ANT + per la trasmissione dei dati dai powermeter in commercio.

Il nuovo schermo è più ampio e con risoluzione 240 x 400 px, possiede la retro-illuminazione intelligente con sensore apposito (per adattarsi alle differenti condizioni di luce), altoparlante e pulsanti a sfioramento, con un tocco differente rispetto all’attuale PC7.

I PC8 garantiscono piena compatibilità con tutti i misuratori di potenza ANT+ presenti in commercio (al contrario di quanto succedeva finora..), e pare che verranno inseriti anche i dati del bilanciamento destra / sinistra, zone di allenamento personalizzabili (W/CP/FTP), potenza normalizzata (NP), Training Score Stress (TSS) e IF.
L’unità avrà un nuovo connettore per consentire la ricarica della batteria, e questo sarà identico a quello sviluppato per ricaricare le batterie dei nuov SRM Powermeter (foto qui sopra). Il PC8 avrà 30 ore di autonomia della batteria con il GPS attivo, e 100 ore senza GPS.
Il prezzo dovrebbe rimanere immutato rispetto all’attuale PowerControl7 (quindi sui 700 euro di listino), con disponibilità a partire da maggio 2014.

Rotor Power

Per il misuratore di proprietà Rotor, si segnala un nuovo upgrade al firmware (SW8), che dovrebbe aver risolto alcuni problemi riscontrati con questo prodotto dagli utenti (qualche ragazzo si allena con noi e utilizza questo misuratore da oltre 6 mesi ormai). Dovrebbero essere incrementate anche le capacità di produzione di questo strumento, per accelerarne la disponibilità sul mercato.

Pioneer Powermeter


Atteso sul mercato ad un prezzo di circa 2500 euro, inizialmente nel nord Europa e poi via via in tutti gli altri paesi (UE ed extra UE), questo interessante misuratore, testato dai Belkin, è composto da un’unità elettronica applicabile alla pedivella (nel caso, solo Shimano Durace 9000 o 7900-7950) tramite una serie di rivenditori addestrati a compiere l’operazione in modo appropriato (quindi, niente vendita online o montaggio fai-da-te, almeno nelle intenzioni). La pedivella viene alimentata da 2 batterie CR2032, con 300h di autonomia dichiarata, che trasmettono via ANT+ standard all’unità specifica. Quest’ultima ha un’autonomia di 12h, si ricarica tramite USB e permette la registrazione delle coppie applicate sulla pedivella ogni 30 gradi circa, quindi con un’ottima precisione e compatibilità anche con altri devices (SRM PC8 escluso).

Molto bella anche l’interfaccia grafica adottata, con la possibilità di visualizzare separatamente anche le spinte prodotte separatamente dai due arti, sinistro e destro. Completano la dotazione un’antenna GPS e un’unità di memoria da 8 GB.

Polar Keo Power

Per il misuratore della casa finlandese, sviluppato in collaborazione con Look, un upgrade gratuito che consentirà una ricalibrazione dell’unità direttamente tramite il produttore e la presenza della trasmissione dati via Bluetooth Smart. Rimangono sempre gli 8 stress gauges (così scrive la casa), una precisione del 2% circa, l’identificazione delle differenze tra gamba dx e gamba sx.

L’aggiornamento Bluetooth Smart è previsto per marzo/aprile del prossimo anno (2014), consentendo sia la tradizionale trasmissione con segnale WIND Polar che con Bluetooth Smart; in aggiunta, novità anche sul fronte software per il pedale destro,al fine di aggiungere parametri ulteriori che possano rendere la trasmissione ancora più efficace e corretta.

I pod montati a lato sono stati ridisegnati per minimizzare lo spessore ridurre le interferenze lamentate da alcuni clienti con la catena della bicicletta; le nuove dimensioni dovrebbero anche garantire una compatibilità maggiore con le pedivelle diffuse sul mercato.

Ciclosport Powermeter

Interessante soluzione in uscita per l’estate 2014, ad un prezzo annunciato di 999 euro incluse le pedivelle (ma non le corone), questo nuovo misuratore basato sul movimento centrale permetterà di scegliere pedivelle in carbonio o alluminio, nero o argento.


L’unità elettronica si collegherà dal movimento centrale alla batteria e al trasmettitore, invierà i dati tramite ANT+ e consentirà oltre ai wattaggi di conoscere anche la differenza di spinta tra gli arti.



Aggiornamento sui misuratori di potenza

Varie Posted on 25 Aug, 2013 12:44:13

Sintetizzo qui alcuni interventi postati volta per volta sul nostro profilo ufficiale facebook (ScienceOfCycling Italia) relativi ad aggiornamenti sul mondo dei powermeter.

Per chi vuole sapere tutto sul misuratore vettoriale Garmin Vector, atteso (troppo a lungo) e ora disponibile per test e prove (sarà presentato a Eurobike, speriamo definitivamente). Francamente, non vedo l’ora di provarli, e un assaggio lo fornisce il puntuale blog DC Rainmaker…

http://www.dcrainmaker.com/2013/08/hands-on-garmin-vector.html

Dai primi dati disponibili sembra che il Garmin Vector offra una buona attendibilità nel dato potenza, e da alcune comparazioni ho potuto constatare la veridicità dei dati riportati da questi pedali rispetto ai più comuni misuratori in commercio.
Sull’affidabilità a lungo termine, invece, si attendono gli sviluppi e l’arrivo anche sul mercato italiano per delle prove prolungate.

Factor Powermeter
Altra novità molto interessante, di cui attendiamo sviluppi e prove sul campo, è il misuratore Factor, che si caratterizza per gli 8 estensimetri montati su ciascun braccio pedivella; per entrambi i lati si forniscono le coppie applicate incorrispondenza della posizione della pedivella, e l’angolazione durante ciascuna rivoluzione della stessa sui 360 gradi. Compatibile con dispositivi Ant+, quindi con frequenza di 4Hz limitante per il numero di dati disponibile, sarà molto interessante l’aggiunta del dispositivo opzionale Factor Logger; per ulteriori analisi, esso è in grado di ricevere i dati dai pedivelle in ANT a ben 192 Hz di frequenza (!), consentendo quindi di stoccare nuove e più sofisticate informazioni, come la forza applicata su ogni pedivella e ad ogni grado di rivoluzione (!).

PowerTap
Il nuovo brand, che si separa da Cycleops, offrirà. oltre ai nuovi rulli e all’App compatibile per iPad, il mozzo PowerTap GS con compatibilità Bluetooth, dal peso 320 gr, batteria interna da 320 ore di utilizzo e mini-usb.

Non avendo protocollo Ant+, sarà indirizzato a quelli che usano lo smartphone (e, nello specifico, anche la nuova app che PowerTap sta appunto sviluppando) per ricevere i dati; in questo momento, l’unica ragione della transizione alla compatibilità con Bluetooth Smart per i powermeter è la compatibilità con gli smartphone e le app dedicate, senza dover usare un adattatore al telefono. Non c’è alcun vantaggio supplementare su altri fronti (anzi, in realtà, ci sono alcuni svantaggi).

Power2Max S
Il nuovo spider Power2Max S sarà disponibile da febbraio 2014 (ordini da ottobre 2013); nuovo design che lo rende più leggero di 60-80 gr (nella foto sotto, il confronto con l’attuale prodotto in commercio, online), compatto, compatibile con le corone aero sia da 110 che da 130mm di girobulloni.

Il peso di partenza dei nuovi modelli è pari a 169g (110mm) e 188g (130mm).

Tra le compatibilità aggiuntive, vanno segnate quelle con le guarniture Cannondale SI, SISL, e SISL2, Specialized S-Works, SRAM S900 2014 e soprattutto Shimano 4 bulloni 110 millimetri BCD per guarniture di terze parti. Completa la nuova dotazione il led esterno per la batteria.

Rimangono a listino i modelli di Power2Max compatibili con Rotor 3D+ ed FSA K-Force Light, al prezzo di 740 euro, mentre le nuove unità avranno un prezzo di 940 €. caratteristiche tecniche immutate, con sensore di temperatura di ultima generazione e calibrazione ufficiale della casa, Accuratezza dichiarata sempre +- 2%.



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