Blog Image

Benvenuto nel blog!

News e aggiornamenti:

In questo spazio troverai i nuovi articoli sul training e l'alimentazione, tecnica, news relative alla squadra Pro di cui ci occupiamo (Bardiani-Csf Inox) e al mondo del ciclismo in generale (in particolare Granfondo), curiosità e link dal mondo del web. Segnalaci argomenti o link di tuo gradimento all'indirizzo info@scienceofcycling.it

Pillole sul passaporto bio

Doping Posted on 25 Sep, 2013 23:13:16

La scelta di Horner, ossia pubblicare i dati relativi al passaporto biologico, appare un passo avanti verso la trasparenza, e una risposta convinta a chi lo ha ferocemente criticato (lui, 42enne, fresco vincitore della Vuelta) accusandolo di doping. Questo passo, che fa seguito alla pubblicazione di alcuni dei suoi files provenienti dalla corsa iberica, va quindi accolto positivamente, anche se ritengo che poco modificherà le opinioni dei suoi detrattori. Anzi, il rischio è alimentare un’ulteriore serie di pseudo-sospetti da parte di improvvisati ematologi, e non so quanto tutto questo servirà a rasserenare l’ambiente.

Vediamo invece, a seguito delle numerose richieste, di consocere meglio alcuni aspetti del passaporto biologico, in vigore dal 2008.
Si tratta di una serie di test che ogni ciclista (tra i team aderenti alla disciplina del passaporto UCI) deve sostenere durante l’anno; i campioni raccolti nei controlli durante e fuori dalla competizione (sangue, urine) vengono organizzati in un profilo che consente di determinare i limiti individuali “naturali”. Eventuali variazioni significative possono poi essere valutate in termini di possibili manipolazioni del sangue; l’approccio si basa sul concetto di rilevazione “indiretto”, quindi non è necessario che un campione sia “non negativo” ai controlli per determinare la squalifica di un atleta. Gli esperti che lavorano al passaporto sono piuttosto dediti a confrontare i parametri dei campioni prelevati in varie occasioni, per rilevare una fluttuazione indice di manipolazioni ematiche.

I protagonisti centrali del passaporto biologico sono i reticolociti e l’emoglobina (Hb), che servono poi per rilevare eventuali violazioni in termini di indice “Off-score”.
Se ci si riferisce ai reticolociti, la % normalmente deve esser compresa tra 0,5% e 1,5%, ma può naturalmente trovarsi al di fuori di questo intervallo per ragioni ritenute “fisiologiche”.


Il livello assoluto di per sé non dice nulla sul doping vero o presunto. Dopo una trasfusione, la percentuale di reticolociti generalmente aumenta, perché il corpo risponde alla perdita improvvisa di globuli rossi stimolandone la formazione. Ciò significa nuove cellule come % del numero totale di cellule, ed è questo il punto, perché quando si re-infonde quel sangue in seguito, si ottiene un doppio vantaggio illecito.
D’altra parte, la reinfusione del sangue provoca un calo di reticolociti, dato che viene reinfuso del sangue “stagionato” (conservato in frigorifero). E così il sangue, dopo l’infusione successiva, ha più globuli rossi. Per l’emoglobina è vero il contrario. Qui, il prelievo di sangue è caratterizzato da una caduta di concentrazione di Hb, mentre la reinfusione del sangue aumenta i livelli del parametro in modo acuto.
Queste due misure, influenzate dalla manipolazione e/o dall’uso di Epo (che stimola la formazione di globuli rossi aumentando così la % di reticolociti) forniscono i parametri per calcolare quello che viene chiamato “Off-score”, o “indice di stimolazione” (foto sotto): il rapporto cioè tra emoglobina e reticolociti (Hb x 10-60 (radice quadrata della % di reticolociti)). L’off-score è molto interessante, perché è ritenuto in grado di segnalare sia il prelievo di sangue (caratterizzato da un aumento dei reticolociti e un calo della Hb), sia la reinfusione (reticolociti caduta e aumenta la concentrazione di Hb).


Come nel caso dei reticolociti, vi è una range “naturale” o non-dopato nei punteggi, che si trova tra 80 e circa 110. A causa delle differenze tra gli individui, l’ambiente e altre circostanze, questo indice NON è abbastanza affidabile DA SOLO per sostenere l’accusa e squalificare un presunto dopato.

Tutto questo è spiegato dai documenti relativi al passaporto bio (da me consultati), redatti da ematologi seri e di fama. Ci sono dei limiti ed il tutto è migliorabile, se ne può discutere (tra ematologi), ma è al momento (e al netto dei problemi di reperibilità o scarsa professionalità degli ispettori) lo stato dell’arte nella lotta al doping, che altri sport valutano di introdurre e prendono a modello.



Di Gregorio scagionato dalle accuse

Doping Posted on 09 Apr, 2013 20:32:11

Il ciclista francese Remy Di Gregorio, arrestato lo scorso 10 Luglio durante il giorno di riposo della Grande Boucle, è stato assolto dall’accusa di aver fatto uso di sostanze dopanti. A causa di alcune intercettazioni in cui avrebbe chiesto sostanze per migliorare la prestazione, Di Gregorio ha vissuto un vero incubo, a cominciare dal carcere e il licenziamento per finire con la rovina della reputazione sportiva.

Dopo 9 mesi, la corte di Aix ha reso noto oggi che le sostanze sequestrate erano solamente delle vitamine e non prodotti dopanti, anche se in maniera contraddittoria si è trovato in suo possesso un kit per ozonoterapia. Remy nel frattempo non s’è abbattuto, ha continuato ad allenarsi e a professarsi innocente, aspirando un giorno a rientrare in gruppo e potersi prendere una rivincita personale.

“È tutto finito – ha dichiarato il corridore – ma la mia reputazione sportiva è distrutta. Eppure continuo a gridarlo con forza: non mi sono mai dopato. I prodotti? Come dimostrato, vitamine: paracetamolo, vitamina C, cose banali. Mi hanno arrestato mentre ero ancora a letto, ho trascorso la garde a vue in pigiama, mi dicevo “adesso si chiarisce tutto” ma ci sono voluti nove mesi. È stata dura, anche perché la Cofidis mi ha licenziato immediatamente, quando contro di me non c’era nulla e il mio passaporto biologico lo dimostra: loro sono in torto, nei miei confronti e ne pagheranno le conseguenze. Il ciclismo? Non ho mai smesso di allenarmi, sono in peso forma, potrei correre il Tour.”

Il corridore ventisettenne potrà riprendere la strada da dove si è fermata, con la speranzadi trovare una formazione con cui prendere parte al prossimo Tour de France.



La diffida della WADA agli aspiranti dopati

Doping Posted on 22 Mar, 2013 19:34:09

“Gli effetti collaterali di questa sostanza chimica sono così gravi che la WADA compie il raro gesto di invitare gli atleti che cedono alla tentazione di utilizzare il GW501516 per migliorare le prestazioni sportive a comprendere pienamente i rischi per la loro salute”.

http://playtrue.wada-ama.org/news/wada-issues-alert-on-gw501516/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=wada-issues-alert-on-gw501516

Droga sperimentale, il GW501516 regola la combustione dei grassi attraverso una serie di meccanismi diffusi; costituisce un potente agonista e modulatore del PPAR e attivatore di AMPK. PPAR e AMPK aumentano l’ossidazione degli acidi grassi, l’assorbimento del glucosio nel muscolo, incrementando il colesterolo HDL del 79% nelle scimmie, aumentando la sensibilità all’insulina e modificando la fonte energetica di pescaggio negli acidi grassi anziché glicogeno. GW 501516 fa così aumentare l’assorbimento del glucosio nei tessuti muscolari dello scheletro muscolare ed aumenta l’espressione genica, in particolare i geni coinvolti nella utilizzo preferenziale dei lipidi.

Il ricercatore Vihang A. Narkar, Ph.D., ha alimentato topi di laboratorio per un periodo di quattro settimane, e i ricercatori hanno avuto una sorpresa:

“Abbiamo ottenuto i benefici attesi in riduzione degli acidi grassi e dei livelli di glucosio nel sangue, ma nessun effetto, assolutamente nessuno, sulla prestazione atletica”, dice Narkar. Imperterrito, ha trattato con GW1516 alcuni topi sottoposti ad un regime di esercizio fisico regolare ogni giorno (50′ su tappeto in modo continuativo). Il farmaco, esattamente lo stesso che non aveva mostrato alcun effetto negli animali sedentari, ha migliorato la resistenza del 77 per cento in un solo esercizio, e ha aumentato la quota di contrazione delle fibre muscolari lente del 38 per cento. Miglioramento drammatico nella prestazione di endurance.

L’esperimento ha rivelato che ​alcune ​molecole AMPK attivate dall’esercizio fisico scivolano nel nucleo, dove materialmente interagiscono con PPAR delta e aumentano la sua capacità di attivare la rete genetica che migliora la resistenza. “Si pone essenzialmente un turbo su PPAR delta, il che spiega perché l’esercizio fisico è molto importante”, ha spiegato il dr. Evans. Nessun atleta è noto per essere risultato positivi alla sostanza, anche se l’aumento di resistenza, prestazione delle fibre muscolari, perdita di grasso e il metabolismo suggerisce che il GW-501516 sia potenzialmente oggetto di abuso ai fini di elevare la prestazione di durata.

Si altera infatti il metabolismo del corpo per favorire la combustione dei grassi nel produrre energia al posto di carboidrati o proteine, e ciò potenzialmente permetterebbe l’applicazione clinica ai pazienti obesi; dimagrimento efficace senza subire il catabolismo muscolare o i problemi con il grado di sazietà associati a bassi livelli di zucchero nel sangue. GW-501516 aumenta poi la massa muscolare, migliora la tolleranza al glucosio riducendo l’accumulo di massa grassa anche in topi alimentati con una dieta molto ricca di grassi, suggerendo come già detto un effetto protettivo contro l’obesità.

GW501516 mediante la combinazione sinergica con Aicar ha dunque determinato nelle ricerche una prolungata induzione di geni delle fibre muscolari lente; questo, almeno in parte, ha portato ad un aumento nel peso, un accumulo drasticamente ridotto di massa grassa, e migliorata tolleranza al glucosio, rispetto al gruppo non trattato. GW501516 ha indotto l attivazione di PPAR-delta riducendo l’utilizzazione del glucosio da parte del muscolo scheletrico, attraverso un mutamento delle preferenze del substrato mitocondriale da carboidrati a lipidi. Alte concentrazioni di GW501516 hanno indotto un disaccoppiamento mitocondriale indipendentemente dal PPAR-delta.

Mai entrato in commercio, ma disponibile purtroppo nel mercato clandestino e sospettato di aver prodotto campioni in occasione delle olimpiadi pechinesi, è stato ritirato dalla casa farmaceutica non appena sono state riscontrate gravi tossicità negli studi preclinici. La sostanza non ha ricevuto né riceverà mai un’approvazione clinica, nonostante questo facendo qualche ricerca si scorgono fiere cavie in alcuni forum di BB.

L’Agenzia Anti-Doping mondiale (WADA) ha iniziato a lavorare su test specifici per i modulatori PPARδ, e così GW501516 e affini sono stati aggiunti alla lista delle sostanze vietate dal 2009 in poi.

Per saperne di più:

http://www.plosbiology.org/article/info:doi/10.1371/journal.pbio.0020294

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16960684

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1779581/

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0960894X03002075



Rasmussen e le strategie incomprensibili

Doping Posted on 31 Jan, 2013 19:41:45

Scrisse Ceccarelli su “Il Sole 24ore” il 23 luglio di quel 2007, ben oltre 5 anni fa:

“Rasmussen (…) da una settimana è in maglia gialla, tiene a cronometro, rifila bastonate in salita, e fa cadere come birilli tutti i concorrenti più pericolosi. Sarà antipatico, sarà un maniaco della concentrazione, sarà poco amato dai connazionali, sarà pure lui in odor di doping, tutto quello che volete, però è sempre lì in prima fila. (…) Coi tempi che corrono, c’è il rischio che R. sia infilato lui allo spiedo dai severi guardiani del tempio dell’antidoping”

Il danese non ebbe modo di finire allo spiedo, visto che venne cacciato dal Tour De France 2007 poco dopo a causa delle dichiarazioni false sulla reperibilità (rilasciate per sfuggire ai controlli a sorpresa). Oggi, in una conferenza stampa commovente (?), ha quindi vuotato il sacco, confessando il ricorso sistematico di doping, in maniera non dissimile da quanto fece il trentino Bertagnolli.

“Ho assunto doping dal 1998 con varie sostanze e metodi: EPO, ormona della crescita, corticoidi, insulina, transfusioni di sangue. E sono contento di non dover più mentire”

Il “Pollo” quindi si rende protagonista dell’ennesima confessione tardiva, dopo una valanga di bugie e occultamenti più o meno noti; prima nega tutto, poi si mette al servizio della Wada e delle agenzie anti-doping di Danimarca, Olanda e Stati Uniti (senza poter ovviamente svelare per ora altri particolari, giusto qualche sostanza tra le tante, per accaparrarsi qualche titolo), confessando di essersi drogato anche prima e dopo la sospensione (per aver evitato 3 controlli). Sorprenderà più di un avventore sapere che Michael sia ancora in causa con la Rabobank, sua ex squadra, per i danni (?!) causati dall’abbandono forzato (cacciata, per meglio dire) mentre indossava la maglia di leader alla Grand Boucle.

Il danese, che ha corso in Argentina con la sua Christina Watches-Onfone, e al rientro dalla squalifica si aggiudicò tappe di corse come la Vuelta a Chihuahua e il Tour de Serbie, ha trovato la comprensione piena dell’attuale management, che incredibilmente ha dichiarato:

“Rasmussen desidera che il futuro del ciclismo sia finalmente pulito e racconterà tutto. Noi come lui crediamo nel ciclismo pulito e giochiamo a carte scoperte”

Ricordo che, oltre a credere nel ciclismo pulito e voler lavorare coi giovani, anche Michael ha contribuito a cambiare l’ambiente dei ciclismo professionistico, vincendo la causa nel 2008 contro la Rabobank, ed ottenendo un risarcimento di 715mila euro. Nel frattempo la medesima, storica, squadra olandese – che sostiene anche team giovanili, ciclocrossisti, ed ambito femminile – ha abbandonato dal 2013 il ciclismo Professionistico.

Ma il Danese neo-pentito, facendo poi appello alla decisione del giudice in merito al risarcimento dovutogli dalla squadra arancione, non si è accontentato dei 715mila euro stabiliti, ed aveva rincarato la dose chiedendo oltre 5 milioni di euro alla Corte.

Forse gli basteranno per poter evitare una carriera da cicerone tra i giovani?



Quanto è difficile reperire sostanze dopanti?

Doping Posted on 29 Jan, 2013 13:37:36

L’ennesima inchiesta sul doping (e quindi, come spesso accade, per osmosi sull’ambiente ciclistico) permette alla trasmissione televisiva “Le Iene” su Italia1 di puntare il dito sul tartassato mondo amatoriale, dove certo le positività non mancano nonostante i controlli -va detto- non sia certo capillari e sistematici alle manifestazioni.

Il pretesto è stata la sconvolgente ammissione di colpevolezza di Lance Armstrong, intervistato dalla star televisiva Oprah Winfrey, sicuramente uno spartiacque nella storia pubblica del ciclismo; dopo uno stacco sulla vicenda del texano si passa alla realtà amatoriale nostrana e alle sue storture.

Il giornalista Mediaset invece svela, con telecamera nascosta, quanto sia facile per un qualsiasi sportivo reperire sostanze dopanti attraverso i canali più comuni, ossia un normale massaggiatore che parla di mirCera (Epo di terza generazione) e Steroidi vari come fossero caramelle. Tra le cose che stupiscono di più vi è appunto la leggerezza con cui si discute di sostanze vietate e potenzialmente invalidanti/mortali per un comune essere umano, destinate anche a malati gravi e terminali.Il terapeuta sembra assolutamente tranquillo, discute e traffica con leggerezza, senza pensare minimamente alle conseguenze che questi atti potrebbero avere in primis sulla salute di una persona. Delle implicazioni etiche poi non parliamo, quelle sono totalmente irreperibili nei colloqui.

Sicuramente un servizio che non fa bene all’immagine del nostro ambiente, visto che non è esclusivamente da noi che si annida questo mercato.. Ma l’assurdità del doping a livello amatoriale sconcerta qualunque atleta faccia sport ad ogni livello; si fa sempre fatica a capire cosa passi nella testa dei vari architetti, idraulici ed impiegati che si sono iniettati Epo per partecipare ad una gara amatoriale in questi ultimi anni (poi trovati positivi). Speriamo che i problemi legali per quella specie di massaggiatore “pizzicato” nel servizio non tardino ad arrivare.

Sotto il link al video.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/369724/berry-lance-armstrong.html

Del resto, le difficoltà nel reperire certe sostanze, con le nuove opportunità offerte dal web, non sono certo insormontabili, e l’ha dimostrato anche l’autore dell’articolo qui sotto, intento a reperire Epo (e modalità di assunzione) direttamente dal web. E con successo a quanto pare, essendo sufficiente rivolgersi a canali esteri e “ungere” le persone giuste. Per un piano di assunzione sono sufficienti solo 100 dollari, e te lo spediscono via mail come fosse una tabella..

http://sportemotori.blogosfere.it/2012/08/buy-epo-online-il-doping-direttamente-a-casa-tua-ecco-come-si-fa.html

Ricordo infine le pesantissime parole del PM Roberti, che in un’intervista recente ebbe modo di dichiarare che, a proposito del doping nel ciclismo,

il mondo amatoriale è di gran lunga peggiore di quello professionistico. Sarebbe da fermare in blocco, fanno cose inaudite[…] Ho visto tantissime persone che si fanno le supposte di cortisone poco prima del via, lì sulla linea di partenza, davanti a tutti. E partecipanti che si iniettano con naturalezza sostanze dei ogni tipo”, ove “regna la più assoluta stupidità, non l’ignoranza”.

Ora, posto che di situazioni del genere, personalmente, nelle Granfondo ed in altre gare amatoriali non ne ho mai viste né sentite (pur avendo assistito a tantissime manifestazioni di questo tipo), mentre ho letto delle varie positività del fenomeno di turno, urge una riflessione non tanto sullo specifico caso, ma sulla piega etica che sta lambendo anche il mondo degli appassionati veri. A mio avviso non si può tollerare che vi siano situazioni di pressapochismo e denigrazione verso il nostro sport, che non è certo popolato solo di persone che si “fanno” di cortisone prima di una corsa, ma bisogna prendere una posizione forte e netta nei confronti di bara o ha barato, perché per uno che sbaglia (come si vede anche nel servizio delle Iene) paghiamo tutti a caro prezzo il conto in termini di credibilità.

Quello che in concreto possiamo fare, nel nostro piccolo, per migliorare le cose, è -sempre a mio parere- cercare di diffondere un modo sano e genuino, fatto di allenamenti, passione e scienza, nel pedalare, cercando di migliorare noi stessi con impegno, godendo delle emozioni magnifiche di questo sport.

Altra azione, forse più importante della denuncia stessa e del gridare allo scandalo ogni volta, consta nell’ isolare e condannare con la massima fermezza gli elementi sporchi (che di solito sono ben conosciuti nell’ambiente) che si vantano di ricorrere ad aiutini o lo fanno intendere con fierezza. Bisogna prendere una posizione netta nei confronti di certi personaggi che continuano imperterriti, alla stregua dei vari farmacisti-stregoni chiacchierati in ogni regione, a fomentare la cultura dell’aiuto o del doping; costoro danneggiano gravemente il nostro sport e vanno isolati, senza se e senza ma.

La vera lotta al doping comincia così, nell’allontanare o isolare quei personaggi noti nelle proprie zone per vicende di doping, coloro che rifiutano il pentimento, nella logica del “Lo fanno tutti, perché solo io”. Non lo fanno tutti, non è così. Cominciamo a rompere le barriere con i vari personaggi “chiacchierati”, quelli che troviamo sulle nostre strade, e sono convinto che nel giro di poco tempo di massaggiatori come quello del video non se ne troveranno più.