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News e aggiornamenti:

In questo spazio troverai i nuovi articoli sul training e l'alimentazione, tecnica, news relative alla squadra Pro di cui ci occupiamo (Bardiani-Csf Inox) e al mondo del ciclismo in generale (in particolare Granfondo), curiosità e link dal mondo del web. Segnalaci argomenti o link di tuo gradimento all'indirizzo info@scienceofcycling.it

Pubblicazione dei dati di allenamento per il 2014

News Prof Posted on 11 Dec, 2013 20:02:23

Grazie alla partnership con l’azienda americana CycleOps che fornirà come nel 2013, i misuratori di potenza PowerTap, modello Joule GPS, il Bardiani – CSF Pro Team sarà in grado nel 2014 di analizzare e poi pubblicare online a scadenza periodica, i file di allenamento e di corsa riguardanti la prossima stagione agonistica.


L’allenatore del #Greenteam, Dott. Simone Casonato di ScienceofCycling Italia, attraverso vari grafici spiegherà le metodologie di preparazione utilizzate e le prestazioni in corsa degli atleti. Tutto questo sarà disponibile in una sezione apposita presente sul nuovo sito internet del Bardiani – CSF Pro Team, online a Gennaio 2014.

DICHIARAZIONI

Roberto Reverberi, Direttore Sportivo:” Lavorando in maniera seria e metodologica vogliamo mostrare come i nostri corridori si allenano e come poi si comportano in gara attraverso dati scientifici certi e precisi. Sfruttando l’utilizzo dei misuratori di potenza PowerTap e le conoscenze del nostro allenatore, saremo in grado nel 2014 di spiegare a fans, addetti ai lavori e media tanti interessanti aspetti, che sono convinto daranno ulteriore valore al nostro progetto sportivo denominato #Greenteam”.

Settimana prossima, dal 18 al 21 Dicembre, è in programma un primo ritiro di squadra a Fiuggi (FR).



Ciclismo e palestra: adattamenti fisiologici e considerazioni sui benefici

Articoli Posted on 04 Dec, 2013 12:04:58

Qualche mese fa, e precisamente a fine luglio, ci occupammo dell’argomento palestra in un lungo articolo dal titolo “forza, potenza e ciclismo: prospettive scientifiche tra bici e palestra”. In quella sede, con ampio uso di referenze degli ultimi tre decenni, provai a definire alcune componenti sostanziali che determinano la prestazione ciclistica, a delineare il concetto di “forza” nella pratica di una specialità di endurance come il ciclismo (tolte alcune discipline della pista, molto lontane però dalla nostra pratica di amatori o professionisti) e a mostrare come in un certo modo la pratica di un’attività pesistica parallela possa interferire con l’allenamento ciclistico (Yamamoto et al, J of Strenght and Conditioning Res, 2010) e con lo sviluppo delle fibre tipo I e del tessuto connettivo.
Trovate il link dell’articolo qui: http://news.scienceofcycling.it/#post89

Questa volta invece analizzeremo l’argomento da un altro punto di vista, ossia considerando l’allenamento della forza (a secco, con i pesi) e le modificazioni fisiologiche da esso indotte, ossia come questa pratica “parallela” alla bici influisca sulla prestazione. Per fare questo ci avvarremo dei paper più interessanti usciti negli ultimi anni sulle riviste scientifiche.
E’ mia opinione che l’importanza della flessibilità e della forza siano correlate alle doti tecniche necessarie per svolgere un gesto sportivo; in tal senso, rispetto agli altri sport che alleniamo, il ciclismo impegna l’atleta in un gesto tecnicamente più semplice (la pedalata, su cui approfondiremo alcuni aspetti in altra sede) rispetto ad esempio al nuoto; esiste una relazione inversa tra la complessità esecutiva di uno sport e il ruolo della forza (così come vi è una relazione diretta tra la complessità di un gesto atletico ed il ruolo della flessibilità).

Come abbiamo avuto modo di sottolineare nello scorso articolo, gli effetti dell’allenamento di forza (a secco) sulla performance di resistenza e durata non sono certo univoci. Questo tipo di allenamento (a differenza di quanto accada col nuotatore) può apportare dei benefici positivi, più che negativi, nella pratica sia del ciclismo che del podismo, anche di buon livello, e in ogni caso -anche ove non si presenti un miglioramento nella prestazione- non si verificano grossi scompensi dovuti a questa attività (se non in una minoranza di ricerche).

Come riportato in una review sull’argomento forza&ciclismo, la letteratura scientifica a sostegno dell’allenamento di forza propone numerose limitazioni metodologiche, e variabili equivoche, che sollevano dubbi sulla efficacia di allenamento della forza per migliorare le prestazioni endurance.
I tre fattori determinanti per il ciclista ambizioso sono infatti l’unione di caratteristiche quali il massimo consumo di ossigeno (VO2max), la capacità di utilizzare l’ossigeno (percentuale di VO2max alla soglia lattacida), e l’efficienza meccanica o economia, cioè il consumo di ossigeno necessario per effettuare un certo carico di lavoro (Bassett et Howley, Med & Science in Sports & Ex, 2000). In effetti, i test condotti nel nostro ambito coi ragazzi pro della Bardiani- CSF hanno mostrato valori estremamente elevati di VO2max così come livelli di eccellenza negli altri due campi, in presenza di atleti geneticamente molto portati all’esercizio e con anni di pratica alle spalle, con chilometraggi compresi tra i 500 e gli 800 km a settimana. Una pratica del genere (solo a volte accompagnata con sporadici richiami in palestra, di qualche settimana, in inverno) ha portato nei giovani atleti un incremento della capacità mitocondriale nelle fibre muscolari, una miglior capacità respiratoria, un rallentamento dei tassi di utilizzo del glicogeno muscolare e del glucosio nel sangue, ottima potenza lipidica (uso dei substrati lipidici durante l’esercizio) e infine anche una riduzione della produzione di lattato durante l’esercizio sub-massimale.

Effetti dell’allenamento parallelo (a secco e in bici)

Delle possibili interferenze con l’allenamento di endurance abbiamo parlato nel precedente articolo; vediamo invece ora come, secondo alcune ricerche, l’allenamento a secco possa migliorare le prestazioni nel ciclismo di endurance (nelle discipline come il km da fermo o lo sprint lo diamo per scontato) .
L’allenamento “parallelo” (così definiremo d’ora in avanti la coesistenza di bici e palestra!) può migliorare l’economia o l’efficienza del gesto pedalato, diminuendo la percentuale di forza massimale richiesta per ogni singolo colpo di pedale, e aumentando la resistenza delle fibre muscolari di tipo I; atleti con un’alta percentuale di fibre muscolari di tipo I mostrano una miglior efficienza muscolare in bicicletta (Horowitz et al,Int. J Sports Med,1994). Inoltre, può anche causare la trasformazione di fibre di tipo IIX nel tipo II più ossidativo, ossia IIA, quelle suscettibili di ampliare la capacità ossidativa delle fibre muscolari allenate, favorendo in questo modo prestazioni di resistenza (figura sotto, la redistribuzione di fibre dopo un periodo di allenamento parallelo, S+E, in ciclisti di alto livello).
In un’interessante e recente ricerca (Aagaard et al, Scand J Med Sci Sports 2011), 16 atleti di un team di cat. Under 23 di ottimo livello (membri di una nazionale) sono stati sottoposti ad un esperimento scientifico. Un gruppo ha adottato un regime di allenamento parallelo bici + pesi: 4 macchine, 2-3 sedute di palestra a settimana, con 5-12 ripetizioni sollevate a seconda del programma, e un carico ciclistico di 10-18 ore a settimana (sempre a seconda delle tabelle di allenamento mensili). Un altro gruppo ha svolto solo l’allenamento in bici.
Il risultato, frutto di vari metodi di valutazione, ha mostrato come il gruppo con allenamento SE (bici+ pesi), sia protagonista di un miglioramento relativo della prestazione rispetto al gruppo E, in un test a cronometro di 45 minuti. Più ragioni possono spiegare questo miglioramento: un aumento della percentuale di fibre muscolari di tipo IIA (area in percentuale) e degli effetti indotti sulla forza massima e rapida. In particolare, il regime di allenamento parallelo (SE) non ha riportato effetti deleteri sugli atleti, come ipertrofia o peggioramento della vascolarizzazione. La capacità prestativa è aumentata dell’8% sui 45′ di sforzo, così come già verificato in altre ricerche con atleti di livello più basso (Izquierdo et al., 2005).
Immagine sotto: miglioramento nella prova a cronometro di 5′, SE ottiene migliori risultati

E’ stato anche suggerito che l’allenamento di resistenza migliori il profilo di potenza lattacida, potenziando la capacità organica di tamponare gli ioni di idrogeno durante l’esercizio fisico (Paavolainen) e donando un vantaggio nella performance rispetto ai ciclisti non allenati coi pesi. L’allenamento parallelo migliorerebbe anche l’economia e l’efficenza in misura maggiore rispetto al solo allenamento ciclistico, determinando una minore richiesta di ossigeno (ricerche in tal senso ci arrivano anche dal running).

A suffragare la tesi, il lavoro di Rønnestad e collaboratori (Scand J Med Sci Sports 21, 2011), che hanno diviso 23 ciclisti molto ben allenati (il VO2max ammontava a circa 66ml/kg/min) in 2 gruppi, sottoponendo una parte degli atleti al solo allenamento di endurance (E) e un altro gruppo all’allenamento parallelo a secco (E + S). Sono state svolte alcune valutazioni sulle modificazioni indotte sui due diversi gruppi. Le prestazioni al mezzo squat sono migliorate di poco nel gruppo “parallelo” che aveva anche il programma a secco (+1 RM) e per niente nel gruppo “solo bici”. In uno sforzo ciclistico massimale (all-out) di 5 minuti, il gruppo E + S ha migliorato del 7% la propria potenza critica (Wt), mentre il gruppo E non ha avuto alcun miglioramento; minori valori di RPE (percezione dello sforzo), FC e lattato sono stati riscontrati al termine dei 180 minuti di bicicletta, con il gruppo parallelo che ha mostrato una minore richiesta di ossigeno (migliore economia del gesto). Detto questo, sfatiamo alcune preoccupazioni sul peso; alcune ricerche riportano aumenti nel peso o nella circonferenza della gamba, ma altre no, quindi se ci dovesse essere un lieve aumento della massa muscolare potremmo ragionevolmente considerarlo “economico” e funzionale al guadagno offerto dalla pratica parallela.

Conclusioni (temporanee)
Unendo i due articoli (questo e quello di fine luglio, linkato all’inizio dell’articolo) ci si può ben rendere conto di quanto l’argomento relativo ai mezzi per incrementare la prestazione ciclistica (solo in questo piccolo argomento, ossia l’allenamento coi pesi per il ciclista..) sia molto complesso da affrontare per il coach, e quanto la decisione di scegliere se (e come!) eseguire i lavori di forza per il ciclista (ma anche podista o nuotatore) sia difficile ed articolata.
La durata di breve periodo (2-4 mesi) degli studi, e le variabili sottoposte al giudizio dei ricercatori, non consentono una risposta definitiva alla questione, specie guardando ai ciclisti di ogni livello. Se da una parte ci sono alcune criticità, dall’altra esistono lavori che suggeriscono un miglioramento dell’economia e della globale efficenza nel movimento; mantenendo ovviamente nel mio lavoro una serie di valutazioni personali, frutto degli studi e delle ricerche su atleti amatori e professionisti, mi limito a segnalare come il rimpiazzare una porzione dell’allenamento specifico in bici/a piedi con un allenamento a secco possa determinare miglioramenti sia nell’economia che nella prestazione (globalmente), ma con alcuni caveat. Occorre mantenere un disegno adeguato della seduta in palestra come scelta e ordine delle macchine, con ripetizioni e recuperi in linea con le evidenze scientifiche positive; periodizzare anche il lavoro coi pesi, ed affiancarlo con uscite in bici che non ne amplino gli effetti deleteri. La palestra è utile per il ciclista? In generale potremmo ragionevolmente dire: dipende. Il cardine dell’allenamento deve essere la specificità a mio avviso. Questo significa allenarsi in maniera dettagliata sulla richiesta di gara (Coggan dice giustamente: the best predictor of performance is performance itself…) massimizzando le tempistiche a disposizione e modellando gli allenamenti sulla qualità del lavoro in un dato tempo a disposizione (da poche ore a settimana a 30-35).
Se un programma coi pesi può essere utile all’amatore per superare il duro inverno (al nord) in maniera costruttiva (data l’impossibilità di effettuare carichi specifici in bici con le giornate corte), bisogna capire se sia sostenibile ugualmente quando ci si dovrà poi allenare con criterio nel periodo di preparazione specifica (le ricerche parlano di allenamento “parallelo” tra bici e sala pesi) e sempre con un monte ore settimanale risicato. Forse sarebbe meglio concentrarsi su esercizi HIT (high intensity training) in grado di incrementare -a parità di tempo- alcune caratteristiche più efficaci per l’obiettivo agonistico (Vo2, densità mitocondriale..), seppur con il (costante) poco tempo a disposizione.
Per il ciclista professionista o l’Ironman, sottrarre tempo allo specifico in bici -dedicandolo al lavoro di palestra- potrebbe essere una scelta a-specifica, visti gli elevati volumi di lavoro a cui già ci si sottopone per essere competitivi, e le esigenze di recupero tra gli allenamenti specifici e le gare; una leggera attività invernale non sarà comunque deleteria, ma non potrà essere replicata durante l’anno per ragioni pratiche e di efficacia/specificità del proprio plan di allenamento. Grazie ai misuratori e ai vari marker biologici siamo in grado ormai di studiare e affinare le conoscenze relative alla performance ciclistica ed ai suoi limiti, quindi perché allenarsi “genericamente” su più fronti quando si può massimizzare il rendimento tarando l’impegno sull’obiettivo agonistico?



Ufficializzata la collaborazione con gli under23 del Fly Team

Varie Posted on 04 Dec, 2013 09:47:32

Periodo di nuove Partnership per il team Elite- Under23 brianzolo FLY CYCLING TEAM, società che annovera tra le proprie fila ciclisti diabetici e coniuga l’agonismo sano e genuino con la sensibilizzazione e la promozione dello sport tra i diabetici.
Tra le collaborazioni eccellenti spicca quella con ScienceOfCycling Italia, che nella figura del giovane coach Simone Casonato (già allenatore, dall’anno scorso e per il 2014, della squadra pro Bardiani Valvole – CSF Inox) si occuperà della programmazione e della valutazione funzionale degli atleti della squadra.


Tutti i nostri atleti in questi giorni si sono sottoposti ai primi test di valutazione,“gettando” così le nuove basi per la preparazione invernale. Nel proficuo incontro in sede la scorsa settimana, i nostri atleti hanno avuto modo di conoscere ed apprezzare la grande professionalità e personalità di Simone, ragazzo estremamente competente e aggiornato, che si rivelerà fondamentale durante la stagione 2014!
Il Project Leader Andrea Pirovano dice: ” Siamo molto contenti di questa nuova parternship, ed orgogliosi di poter collaborare con un persona giovane e molto preparata come il Dr. Casonato.
Insieme tratteremo oltre alla “classica” preparazione ciclistica e ai nuovi metodi proposti, un’importante confronto tra la pratica sportiva e le variazioni glicemiche nell’atleta affetto da Diabete Tipo 1. Tutto questo ci permetterà di conoscere alla perfezione il nostro fisico, ottimizzando così la preparazione/prestazione nell’arco di tutta la stagione.”
Grande soddisfazione anche da parte del Team Manager Marco Lucini, convinto che Science of Cycling Italia e Fly Cycling Team sia un binomio vincente per raggiungere riscontri positivi durante la stagione 2014.
ScienceOfCycling Italia si occupa dell’allenamento nel ciclismo a tutti i livelli, e si è distinta per la professionalità e modernità della proposta relativa all’allenamento ciclistico. Con sede a Casteggio (PV), la struttura supporta gli sportivi di endurance sotto molteplici aspetti; dal punto di vista agonistico, Simone Casonato segue in veste ufficiale alcuni triathleti di altissimo livello, la squadra prof Bardiani CSF (una vittoria al Giro 2013) in veste di coach unico, e molti amatori in tutta la penisola.



Amminoacidi e proteine: considerazioni sui benefici e ricerche significative

Articoli Posted on 12 Nov, 2013 00:06:21

Molta
attenzione viene rivolta dagli atleti ai benefici, veri o presunti,
dell‘integrazione di amminoacidi ramificati (BCAA) o proteine sulla performance e sul recupero
del ciclista
. Studi condotti sull’argomento hanno indagato l’effetto
dei BCAA prima, durante e dopo l’esercizio di resistenza. Le evidenze
più importanti sostengono l’uso di BCAA prima dello sforzo o durante
il recupero degli allenamenti di endurance intensi, con riduzione del
danno muscolare e dell’affaticamento; durante la fase di recupero,
aumenta l’utilizzo di amminoacidi per la sintesi proteica, in una
fase caratterizzata dal catabolismo muscolare e da un accelerato
tasso di turnover proteico. In particolare , dalla ricerca emerge
come gli aminoacidi a catena ramificata (BCAA) abbiano effetti peculiari; vengono infatti utilizzati a scopo energetico
dai muscoli e solo per la sintesi del tessuto proteico. L’esercizio fisico quindi promuove l’ossidazione di questi aminoacidi, così come in generale
richiede un apporto proteico moderatamente maggiore (1,3-1,8 g/kg di
peso) rispetto ad individui sedentari. Le proteine ​​del siero di
latte, o whey (WP)
, sono una fonte ottimale per integrare un accresciuto fabbisogno di questo macronutriente; molto ricche di BCAA, con elevato valore biologico (VB) e con un pool di amminoacidi completo, ben si prestano all’assimilazione, sia per chi svolge un’intensa attività
fisica sia per coadiuvare i dimagrimento. Le whey sono facilmente
digeribili e superiori qualitativamente alle proteine ​​della
soia; una combinazione di carboidrati e proteine di questo tipo
risulta ottimale nel post-wo, e ​​permette un rapido ripristino
del glicogeno epatico, creando un ambiente favorevole
all’assorbimento degli amminoacidi stessi. Migliorando la
disponibilità di glucosio e aminoacidi, si ha un aumento della
concentrazione di glucosio nel plasma, con possibile riduzione del
processo catabolico e un aumento della sintesi proteica (Jeukendrup,
2010), sebbene l’aggiunta di carboidrati non migliori la proteosintesi (Staples et al, 2011)

Vediamo
quindi come vari studi abbiano indagato gli effetti dell’integrazione
di proteine e amminoacidi ramificati sul recupero e la prestazione.

In
uno studio interessante, si è valutato ad esempio l’effetto di
un’integrazione con BCAA sulla forza ed il danno muscolare, nel corso
di un breve periodo di allenamento di endurance ad alta intensità e
con ampio volume (Kraemer et al, Metabolism. 2006). Gli atleti,
alcuni dei quali hanno assunto amminoacidi e altri un placebo, si
sono sottoposti a 4 settimane di allenamento progettato per indurre
uno stato di sovrallenamento, effettuando 5 allenamenti settimanali
per un mese e testando le capacità muscolari. Il protocollo ha
determinato un calo significativo nella forza del gruppo placebo,
mentre l’assunzione di BCAA ha limitato il calo delle prestazioni nel
relativo gruppo, con livelli superiori di testosterone e
minor danno muscolare.
I risultati suggeriscono una funzione
preventiva
nella perdita di forza muscolare durante carichi di lavoro
impegnativi, riducendo il danno muscolare e favorendo lo sviluppo di
un ambiente anabolico favorevole (aumento testosterone, diminuzione
cortisolo).


Sappiamo
che livelli congrui di glicogeno aiutino a mantenere elevati livelli
di intensità durante l’allenamento, e siano anche correlati con la prestazione di endurance e il mantenimento della stessa nel tempo; un’altra ricerca (Morifuji et al, Br J Nutr. 2005) ha dimostrato come le
proteine ​​del siero aumentino i livelli di glicogeno sia nel
fegato e nei muscoli delle cavie da laboratorio (ratti), rispetto ad altri
tipi di proteine. Le Whey possono aumentare i livelli di glicogeno
promuovendo l’assorbimento di glucosio nelle cellule, e migliorando i
processi che portano alla formazione del glicogeno. Il mantenimento
di un’adeguato livello può esser infatti complicato nei periodi
di allenamento più intenso, ad esempio quando ci si avvicina ai
picchi di forma, o durante gli stage di allenamento intenso: l’integrazione con le
whey, che contengono tutti gli amminoacidi essenziali (EAA) e hanno il più alto indice insulinico tra le proteine, può aiutare a mantenere i livelli di glicogeno alti, anche
quando si attui una restrizione a livello glucidico.

Funzione
anti-cababolica dei ramificati

Alcuni
ricercatori giapponesi (Shimomura
et al, J Nutr. 2006) hanno
condotto uno studio che ha esaminato se, e come, l’integrazione con
BCAA possa ridurre il danno muscolare dopo un allenamento intenso. Un gruppo di ambo i sessi ha eseguito una serie di esercizi
di squat (7 serie da 20 per set) 15 minuti dopo aver consumato
una soluzione di BCAA (100mg/kg
di BCAA, quindi circa 7 gr per una persona di 70 kg)
o un placebo. Il danno muscolare e l’affaticamento sono stati
valutati prima e dopo l’ esercizio fisico, e per 4 giorni dopo
l’allenamento; sono stati monitorati l’indolenzimento muscolare e l’affaticamento post-esercizio. Rispetto al gruppo placebo, coloro che hanno integrato con BCAA hanno avuto risultati positivi, e le analisi in laboratorio hanno testimoniato come l’integrazione contribuisse a riparare i danni muscolari associati con l’allenamento di endurance.

Un’altro studio inglese (Jackman et al, Med
Sci Sports Exerc. 2010),
ha
mostrato come l’integrazione con BCAA
potesse attenuare il danno muscolare indotto da un esercizio eccentrico, ma non il decremento indotto dallo stesso tipo di sforzo
sulle funzioni muscolari, sia consumando gli amminoacidi prima dell’allenamento che per 3 giorni dal termine dello stesso.
I risultati comunque hanno mostrato anche qui come 5 grammi di BCAA consumati
prima dell’allenamento possano ridurre il dolore e l’affaticamento muscolare
per diversi giorni dopo l’esercizio fisico, migliorando il recupero.
Lo stesso risultato può essere indotto assumendo circa 20-25 grammi
di whey, che contengono circa 5 grammi di amminoacidi ramificati.


Per
quanto riguarda invece l’assunzione di proteine o BCAA durante
l’esercizio, ci sono alcuni studi a supporto della pratica, anche se vi sono all’opposto anche critiche
alle metodologie di ricerca e controllo approntate (Davis et al., 2000).
Basandosi sul bilancio azotato si può stimare che le proteine
contribuiscano per circa il 5-15% alla richiesta energetica a riposo.
Durante l’esercizio fisico, gli aminoacidi possono essere ossidati a
fini energetici ma rispetto alle proteine aumenta in misura maggiore
l’utilizzo di carboidrati e grassi come fonte energetica; il
contributo energetico delle proteine è di solito molto più basso a riposo, e
scende al di sotto del 5% sotto sforzo (sulla questione della stima si veda Marocchi, Riv Med Lab – JLM, 2003). In condizioni estreme, quando
la disponibilità di carboidrati è limitata, questo può salire a
10%
e quindi giustificare un’assunzione moderata durante lo sforzo di lunga durata ed alta intensità. Il rilascio di serotonina si verifica allorchè diminuscano i
BCAA e aumenti il triptofano: l’integrazione con gli amminoacidi
durante l’esercizio fisico potrebbe quindi consolidare l’equilibrio,
magari mediante una bevanda base di carboidrati che contenga anche
2-6 gr di BCAA/ora (Davis et al, Eur J Appl Physiol Occup Physiol.
1992). Sembra infine che ci sia una percezione minore dell’affaticamento se si assume una piccola quantità di amminoacidi insieme alla classica bevanda a base di carboidrati.

In
merito all’assunzione di BCAA, solitamente la composizione consiste
nel rapporto 2:1:1 tra leucina, isoleucina e valina, anche se vi sono risultati positivi anche con il rapporto 3:1:1. Esistono cioè formule alternative, e la leucina (che ha un ruolo importante nella trascrizione proteica) ha dimostrato interessanti proprietà
anche da sola (Thomson et al, Appl Physiol Nutr Metab. 2011), ma
l’effetto ottenibile dalla combinazione con gli altri due elementi è benefico. La dose di BCAA consigliabile oscilla tra 0,1 e 0,2 g/kg di peso
corporeo, che si possono anche suddividere in due momenti: una prima
metà 30 minuti prima dello sforzo, l’altra metà nel post-workout (entro 60′), magari con un succo di frutta.
In generale dunque, possiamo consigliare l’integrazione con amminoacidi ramificati sia nel pre che nel post workout (nel post, vanno associate a 0,8-1 gr di carbo ad alto IG/kg di peso, entro 60′ dalla fine del wo).
Malgrado alcuni ricercatori abbiano mostrato come non vi siano effetti negativi per la salute con l’assunzione di elevate quantità di BCAA (fino a 35-40 gr/die!), meglio attenersi a dosi moderate, intorno a 0,1-0,15 gr/kg di di peso, magari da spezzare tra pre e post esercizio, in occasione di allenamenti lunghi e impegnativi od intensi. Scegliere sempre BCAA di qualità e con le proporzioni amminoacidiche corrette, insieme a vitamine B1 e B6, come ormai succede per la maggioranza dei prodotti in commercio. In alternativa, si possono assumere 25-30 gr di whey (magari idrolizzate, o per chi ha problemi di digestione isolate), sempre nel post, anche se non vi sono effetti anti-catabolici nelle proteine del siero (Batcheldor, 1997) rispetto alla caseina, che al contrario però non ha uguale effetto sulla sintesi muscolare (in sostanza le risposte metaboliche sono differenti tra le due tipologie).
Attenzione alle proteine però; l’integrazione non deve mai avvenire a priori, ma con l’ausilio di un supporto dietetico professionale, e comunque effettuando il conteggio delle proteine che già si ingeriscono con la dieta. Se queste sono in quantità sufficiente (intorno ad 1,4 g/kg di peso) l’integrazione (ma questo vale sempre) non è certo indispensabile e anzi, può essere superflua; in caso contrario, le whey possono essere assunte a colazione oppure come spuntino per integrare il fabbisogno proteico nei giorni di allenamento.
Sull’uso di BCAA nel durante, possono essere presi in considerazione prodotti (sempre e comunque ad alto tasso di zuccheri!) che contengano anche amminoacidi solo per gare molto impegnative e lunghe, anche se ritengo che in questi casi il solo utilizzo di carboidrati (una miscela di carboidrati, per la precisione, è più efficace) possano essere più che adeguati nel corso dello sforzo di endurance.



Definita la formazione 2014

News Prof Posted on 11 Nov, 2013 23:52:53

Dopo l’acquisizione della licenza Pro Continental in data 5 Novembre, il Bardiani – CSF Pro Team, nuova denominazione della squadra nel 2014, è pronto ufficialmente per la prossima stagione.

Il #Greenteam nel 2014 sarà composto nuovamente da 17 atleti, tutti italiani e con un’età media di appena 24 anni. A guidare la squadra ci sarà sempre il Team Manager Bruno Reverberi, con Direttori Sportivi Roberto Reverberi e Mirko Rossato.


ORGANICO 2014

Atleti Confermati: Enrico Barbin, Enrico Battaglin, Nicola Boem, Manuel Bongiorno, Marco Canola, Marco Coledan, Sonny Colbrelli, Donato De Ieso, Filippo Fortin, Stefano Locatelli, Angelo Pagani, Stefano Pirazzi e Edoardo Zardini.

Nuovi Atleti: Paolo Colonna (neopro), Andrea Manfredi, Andrea Piechele, Nicola Ruffoni (neopro).

I corridori del #Greenteam pedaleranno sempre su biciclette Cipollini equipaggiate Campagnolo e vestiranno abbigliamento Alè, nuovo brand dell’azienda A.P.G. Srl. Ulteriori nuovi partner verranno annunciati nelle prossime settimane.

La squadra si riunirà infine per un primo ritiro ufficiale dal 18 al 21 Dicembre nella città di Fiuggi (FR), per nuovi test fisici, visite mediche ed incontro con i media.

DICHIARAZIONI

Bruno Reverberi, Team Manager:” Siamo pronti per iniziare una nuova stagione che ci auguriamo sia altrettanto positiva come quella appena conclusa. Essendo una squadra italiana, il nostro obiettivo sarà ottenere le wild card per gli eventi World Tour nella nostra nazione, dove puntiamo a ripetere gli ottimi risultati del 2013, in particolar modo al Giro d’Italia. Nutriamo comunque fiducia di riuscire ad ottenere spazi importanti anche all’estero, specie in alcune corse in linea. Sull’organico 2014, devo dire che siamo molto soddisfatti. Continuiamo il nostro progetto denominato #Greenteam, volto a valorizzare giovani talenti del ciclismo italiano e per questo motivo ci siamo fermati a 17 corridori in organico, per svolgere con loro un programma di lavoro qualitativo e meticoloso. C’è una base di atleti molta buona e di sicuro avvenire, che penso sia pronta quest’anno a fare grandi cose”.



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